Torino

Chiusura del Borgo Medievale di Torino: come ignorare le esigenze dei cittadini

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Il Borgo Medievale di Torino chiude per ristrutturazioni fino al 2026, con profonde ripercussioni sugli storici artigiani e sui cittadini

La vicinanza alle esigenze dei cittadini, proclamata dal Comune di Torino, appare in netto contrasto con la realtà dei fatti, specialmente considerando le recenti decisioni riguardanti il Borgo Medievale. Questa apparente indifferenza emerge chiaramente dalla chiusura del Borgo, nonostante le promesse di coinvolgimento e partecipazione presenti nel programma elettorale della maggioranza.

Il Borgo Medievale, patrimonio storico e culturale di Torino, è chiuso al pubblico dal 31 dicembre per un periodo di tre anni, fino al 2026. Questo per consentire dei lavori di ristrutturazione finanziati dai fondi Pnrr. Questo intervento, pur essendo necessario, si traduce in un danno significativo per la comunità locale e per i turisti, che perderanno l’accesso a un sito di grande valore storico e culturale.

Il rinnovamento del Borgo comporta anche la chiusura definitiva delle botteghe artigianali storiche, gestite da Cerrato e Corradin. Queste attività, radicate nella tradizione e nell’identità culturale del Borgo, sono state chiuse a seguito di una procedura amministrativa contestata, che ha comportato la perdita di lavoro e di casa per gli artigiani. Questa decisione rappresenta non solo una perdita economica, ma anche un duro colpo all’identità culturale e storica del Borgo.

Una decisione contestata e le sue ripercussioni

La chiusura prolungata del Borgo e l’ignorare le preoccupazioni degli artigiani e dei cittadini hanno sollevato molte critiche. Le decisioni prese dal Comune, che sembrano ignorare le esigenze della comunità locale e le raccomandazioni della Circoscrizione, dimostrano una mancanza di sensibilità verso il patrimonio culturale e sociale del Borgo.

L’ultimo giorno dell’anno ha visto un commovente addio dei cittadini agli artigiani, seguito da un triste episodio di furto nella bottega di Corradin. Questi eventi sottolineano l’ingiustizia subita dagli artigiani e la mancanza di protezione per il patrimonio culturale e sociale che essi rappresentano.

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