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Migranti: già 19 positivi al coronavirus e si teme che il numero salga. Prime fughe dal centro di Torino

Cirio : “Rischio altri focolai. In una settimana i nuovi casi in Piemonte sono quasi raddoppiati

Sono già diciannove i migranti positivi al coronavirus sui 156 trasferiti mercoledì da Lampedusa. Sono positivi 4 tra i 42 ospitati a Torino nella struttura della Croce Rossa in via Pellerina e 15 tra i 50 al “Centro Fenoglio” di Settimo Torinese.

E’ quindi previsto l’isolamento per i soggetti positivi, asintomatici, e la quarantena per gli altri. Tuttavia ieri sera alcuni dei migranti, dopo essere stati sottoposti al test, si sono allontanati dalla struttura nei pressi del Parco della Pellerina facendo perdere le loro tracce. Uno schiaffo dritto in faccia alla popolazione italiana. L’assurdità più grande della faccenda è che “Non trattandosi di clandestini, come quelli presenti nei Cpr, non possono essere trattenuti contro la loro volontà dalle forze dell’ordine“. Una situazione al limite del ridicolo, ma purtroppo vera.

Nel frattempo l’assessore alla Sicurezza della Regione Piemonte, Fabrizio Ricca, ha chiesto qualche giorno fa «un incontro al Prefetto per ribadire questa nostra posizione». «Il nostro territorio, anche in passato, ha già contribuito a sufficienza su questo tema. Ora è necessario invertire la rotta», conclude.

Il Piemonte è sotto attacco

La preoccupazione del governo Piemontese è giustificata anche da elementi diversi. Sebbene ci sia stata tempestività dei tamponi, le prime fughe e il rischio che il Governo centrale mandi altri migranti infetti.

Intanto suscita molte perplessità il fatto che i migranti non siano stati sottoposti a tampone, ma soltanto al test sierologico. E’ senza dubbio inaffidabile .
Altro fattore importante è perchè sono stati mandati così in fretta e furia in Piemonte?
E infine cosa ne sarà di queste persone? Rimarranno a carico dei Piemontesi?

Ad oggi, per i migranti che non scappano dalla guerra (che in tempi meno radical chic si sarebbero chiamati clandestini visto che sono senza documenti), non si ha notizia di progetti di inserimento sociale. Il governo accetta, ma non sa cosa fare e che futuro garantire.

Nessuna risposta ufficiale da parte del Viminale alla lettera-protesta inviata da Cirio e firmata anche dall’Assessore alla Sicurezza Ricca. E questo la dice lunga sulla necessità di rivedere la dipendenza dallo stato centrale delle regioni.

Legittime perplessità

A Torino quindi resta alta l’allerta: in Piemonte infatti sono quasi raddoppiati i nuovi casi di positività a causa del focolaio fra gli stagionali di Saluzzo e dei casi importati dall’estero (19 sui 21 nuovi contagi di ieri).

Infine la polemica da parte di un’opposizione regionale davvero spuria: «I migranti sono controllati dal punto di vista medico, Cirio cerchi i contagi dove avvengono davvero», incalza Grimaldi, LUV.
Dura la posizione degli assessori regionali Ricca che conferma che «Useremo tutti gli accorgimenti per garantire la sicurezza di tutti» e Marrone: «Il governo Conte ci promette miliardi dall’Europa e invece ci manda il Covid insieme agli immigrati».

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