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La Consulta manovrata dai poteri forti della sinistra.

La Consulta blocca il referendum sulla legge elettorale proposto dalle regioni a guida Lega. L’ inammissibilità del quesito è stata motiva in base al fatto che, se fosse passato, non avrebbe prodotto una legge immediatamente applicabile… e soprattutto la sinistra ne sarebbe stata estremamente danneggiata visti i risultati delle ultime elezioni.

La Corte Costituzionale ha dichiarato il quesito proposto dalle regioni a guida LEGA “inammissibile per l’assorbente ragione dell’eccessiva manipolatività del quesito referendario nella parte che riguarda la delega al Governo, ovvero proprio nella parte che, secondo le intenzioni dei promotori, avrebbe consentito l’autoapplicatività della ‘normativa di risulta“.

La sentenza della Corte Costituzionale

La richiesta di referendum elettorale era stata avanzata da otto Consigli regionali guidati dal centrodestra, tra cui anche il Piemonte di Cirio .

La Consulta motiva la decisione sulla base del fatto che la richiesta dei promotori referendari riguardava le due leggi elettorali del Senato e della Camera e aveva l’obiettivo di abolire la quota proporzionale così da avere una legge elettorale totalmente maggioritaria.
Per garantire l’autoapplicatività della “normativa di risulta”, il quesito investiva anche la delega conferita al Governo con la legge n. 51/2019 per la ridefinizione dei collegi in attuazione della riforma costituzionale che riduce il numero dei parlamentari.

La sentenza sarà depositata entro il 10 febbraio.

Roberto Calderoli

Le reazioni nel centrodestra

È stato vano il tentativo della Lega di abolire la quota proporzionale per avere finalmente una legge elettorale totalmente maggioritaria.

È una vergogna, è il vecchio sistema che si difende: Pd e 5stelle sono e restano attaccati alle poltrone. Ci dispiace che non si lasci decidere il popolo: così è il ritorno alla preistoria della peggiore politica italica“, ha tuonato subito Matteo Salvini.
Ancora più severo l’intervento di Calderoli che attacca: “Ieri il quotidiano la Repubblica scriveva ‘Cancellare Salvini’ e oggi con la decisione negativa della Consulta sul referendum sulla legge elettorale possiamo scrivere ‘cancelliamo il popolo’. […] La decisione inaspettata della Corte Costituzionale pone fine alla possibilità che possano essere presentati futuri referendum abrogativi in materia elettorale e quindi, di fatto, pone la materia elettorale tra quelle che non possono essere sottoposte a referendum“, sebbene questo nella nostra Costituzione non ci sia scritto.
Roberto Calderoli conclude con una previsione: “Questa decisione, insieme alla proposta della maggioranza di una legge elettorale proporzionale, il finto Germanicum, apre definitamente le porte al ritorno della prima Repubblica! Per cui ora facciamoci il segno della croce…“.


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