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Volevano denunciare una truffa. Una donna e sua figlia sono state arrestate dopo essere andate in una stazione di polizia per lamentarsi di una strana vicenda.

Il killer che avevano assunto per compiere un omicidio non aveva rispettato gli accordi. Il sicario ingaggiato era il fidanzato della figlia, che aveva promesso di uccidere un uomo. Il fine era quello di prelevare gli organi e dividere i soldi della vendita al mercato nero.

scemo più scemo

L’indagine è iniziata quando la coppia ha detto alla polizia di Madrid che il partner della madre le aveva perpetrato una truffa per un totale di 60.000 euro. In seguito è emerso che il fidanzato della figlia aveva suggerito di recuperare il denaro perduto uccidendo il compagno della madre. Sosteneva di essere un importante membro dei servizi segreti spagnoli.

Per iniziare a lavorare ed essere in grado di localizzare il bersaglio, il falso killer ha chiesto una sorta di “anticipo” di 7.000 euro. Era il denaro necessario per pagare i suoi confidenti e individuare i sicari che avrebbero effettuato l’operazione.

La truffa ha inizio

Secondo quanto specificato dall’accordo scritto e controfirmato da entrambe le parti. Il piano era uccidere il fidanzato della madre e venderne gli organi per raccogliere i 60.000 euro. Ma il tempo passava senza che l’obiettivo del contratto venisse raggiunto:

A distanza di mesi e in assenza dell’assassinio, le due donne si sono recate in una stazione di polizia nel centro di Madrid per denunciare di essere state vittime di frode. Hanno quindi mostrato il contratto firmato l’11 marzo 2019. Ciò che non sapevano è che avrebbero commesso loro stesse un altro crimine, quello della proposta di omicidio (sì, ma è legale questa cosa? [cit.] Che rabbia, oltre il danno anche la beffa).

killer assoldato

“Gli agenti hanno poi proceduto all’arresto delle due donne. Quindi si sono subito messi all’opera per rintracciare e arrestare anche l’uomo sospetto”, si legge in una dichiarazione della polizia di Madrid. “Non è esclusa la possibilità che possa aver truffato altre persone”. Per fortuna, gli agenti del commissariato del Centro sono riusciti ad arrestare anche il presunto killer.

Gli agenti hanno inoltre esaminato il background del presunto killer e il modo in cui è arrivato ad avere documenti falsi con il logo dell’agenzia di intelligence dello Stato, il Centro Nacional de Inteligencia. Hanno anche trovato un documento in cui avrebbe spiegato come intendeva effettuare l’uccisione e vendere gli organi della vittima.

I documenti della truffa

Il documento, completo di timbro contraffatto del logo della CNI, descrive con un linguaggio tecnico l’operazione destinata a culminare nella vendita di sette organi della vittima. L’intera operazione doveva procedere secondo il “protocollo EP-241-W2 delle Nazioni Unite”, con la vittima processata in un “tribunale antiterrorismo”.

Le vittime della truffa e il presunto killer hanno firmato un contratto che, sotto il titolo di “Risoluzione in udienza ordinaria”, stabilivano “ la ricerca in modo prioritario di [nome della presunta vittima]”. Gli step consistevano nel cercare il soggetto; interrogare parenti, amici e persone intorno a lui; in seguito, procedere con la “sottrazione di identità, squalifiche e sottomissioni, collegandosi con la compagnia fantasma ed estraendo sette organi”.

Il punto 6 del contratto stabilisce che la donna sarebbe stata risarcita con la vendita di questi organi. “In caso di rifiuto del soggetto di donare volontariamente i suoi organi, egli sarà vincolato secondo le modalità stabilite nel codice 341 del Regno di Spagna”. Il documento fissa un periodo di esecuzione tra i 60 e i 180 giorni. “Per il completamento dell’operazione, l’argomento principale sarà portato davanti a un tribunale antiterrorismo guidato dal generale di divisione”. Gli allegati sono accompagnati dalla presunta carriera professionale del capo dei servizi segreti:

Secondo l’Efe, l’uomo aveva un curriculum falso, dove sosteneva di essere un tenente colonnello, un tiratore esperto e uno specialista in interrogatorio e “eliminazione“. Diceva inoltre di parlare 22 lingue, tra cui il bengalese e l’hawaiano.

L’uomo, che ha detto di aver lavorato per il Mossad e la CIA, ha rivendicato un falso record di servizio e ha dichiarato di aver eliminato 1.897 “obiettivi”, catturandone altri 524 su un totale di 352 missioni completate in 104 paesi.

Ma c’è di più

Il presunto killer professionista ha inoltre elencato un totale di 46 medaglie vinte durante queste missioni. Le autorità stanno proseguendo le indagini per capire come l’uomo sospetto sia riuscito ad entrare in possesso di documenti con loghi CNI falsificati.

Al momento i tre sono in attesa di comparire davanti a un giudice. La polizia ha dichiarato che la vittima del complotto è stata trovata “in perfetta salute”. Non è escluso che possa essere arrestato come presunto autore di un reato di frode.


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